About me

 
architetto flavio taietti

“Conosco solo un modo di lavorare: impegnarmi sempre al massimo e cercare di esaudire i desideri dei miei clienti”

Nella mia vita ho scoperto molto presto l’importanza del lavoro e l’impegno che occorre metterci per farlo come si deve. L’ho imparato da mio padre operaio che, ogni mattina per quarant’anni o forse più, si è alzato molto prima dell’alba per andare a controllare le stufe della stagionatura dell’industria di alimentari per cui lavorava.

Lavorare con rispetto per ottenere rispetto.

Perché i soldi sono una cosa importante ma vanno e vengono; la reputazione invece, è una sola e ti accompagna per tutta la vita.

 Sono Flavio Taietti e progetto ambienti perfetti.

Un po’ della mia storia…

Durante i miei studi universitari ho la fortuna di compiere il mio apprendistato presso lo studio comasco dell’architetto Angelo Monti.

Grazie a lui capisco ciò che l’università accenna soltanto: come fare Architettura.

Al suo fianco scopro e cerco di fare mie tutte le sfumature che differenziano un Architetto da un Buon Architetto.

E’ probabilmente in quegli anni che nasce in me quell’attenzione maniacale che riverso in ogni progetto: la cura dei dettagli, il cercare di risolvere in studio e sulla carta, la maggior parte delle incognite di ogni lavoro. La base è, di solito, un preciso e accurato rilievo dimensionale e fotografico in modo da evitare sorprese durante la progettazione prima, le lavorazioni poi e infine i montaggi.

Il mio è un metodo scrupoloso che rispetta e tutela il ruolo di tutti: dal cliente finale (una progettazione accurata evita spiacevoli e onerose sorprese), agli addetti ai lavori, che devono semplicemente eseguire ciò che trovano illustrato nei disegni. Nessuna improvvisazione è ammessa: tutto deve essere studiato e pensato a tavolino nei minimi dettagli.

Il secondo fondamentale step nella mia formazione è l’approdo, nel 2006, alla corte di Romeo Sozzi. E’ infatti lavorando per Promemoria che scocca in me la scintilla dell’architettura degli interni.

Sozzi è ebanista, artista, designer e ama dire: “Il lusso è il sogno, il design la sua realizzazione”. Lavorare al suo fianco significa entrare in contatto con un mondo esclusivo in cui il vero lusso è rappresentato dalle molte eccellenze artigiane che, sapientemente orchestrate da un direttore “speciale”, sanno produrre pezzi straordinari: “II bello che fa bene” come lo definisce lo stesso Romeo.

Con Promemoria iniziano per me le responsabilità della gestione dei clienti. In Promemoria l’architetto diventa Project manager e a lui è affidata la gestione totale della commessa.

Si parte con l’assistere alle riunioni preliminari con i clienti, si procede con il sopralluogo e il rilievo dimensionale. Tornato in studio si passa alla stesura dello stato di fatto e si inizia l’elaborazione del progetto. E’ sempre un lavoro in team ma il Project manager tiene le fila di tutto il processo.

Dopo un paio di anni, la mia città natale dove ho compiuto gli studi della mia maturità, mi richiama. A Cantù, centro mondiale del mobile classico, la mia preparazione di “Interior specialist” viene messe a dura prova. In un mondo in cui colonne, capitelli, riccioli e foglia oro la fanno da padroni, me la cavo solo grazie alla tenacia e all’aiuto provvidenziale di tutta la Jumbo Group. E’ in particolare il bravo Lele Mauri che con la sua infinita esperienza di uomo nato praticamente in bottega, m’insegna tutto quello che c’è da sapere per maneggiare un’arte davvero antica e profondamente insita nei falegnami canturini e nella Brianza tutta.

All’interno del luxury brand, la neonata divisione Contract ha bisogno di nuova linfa: molti sono infatti i progetti in cantiere e i clienti, soprattutto dalla Russia, pronti a investire fiumi di denaro per avere architetti e prodotti italiani di qualità.

E’ così che parte la mia esperienza nel mobile classico e un’altra importante svolta nella mia carriera. Grazie a Jumbo infatti, il mio ruolo di Project manager assume ancora più rilevanza, fino a raggiungere il culmine con il progetto “Cecenia”, un progetto contract molto importante, realizzato da Cappelletti srl in cointeressenza proprio con Jumbo Group per la realizzazione delle finiture e degli arredi interni di un palazzo presidenziale e una villa residenziale.

In questo periodo il mio lavoro si sposta per lo più in cantiere: divento on-site Architect manager per Jumbo Colection e risiedo per quasi due anni nella Repubblica caucasica russa. L’esperienza è di quelle che lasciano il segno. Al lavoro ci sono maestranze locali, artigiani del ferro croati, imbianchini sloveni, parquettisti russi, gessisti turchi, marmisti e montatori di mobili italiani. A pochi giorni dalla dead-line abbiamo all’opera, contemporaneamente, oltre 500 persone…

La consegna del lavoro finito, con la conseguente manifesta soddisfazione del Presidente della Repubblica Cecena Ramzan Kadyrov è una gratificazione che ancora oggi vivo con molto orgoglio. Si è trattato davvero di un’impresa eccezionale che più di ogni altra ha formato la mia esperienza lavorativa.

La Cecenia è anche lo spartiacque della mia vita professionale e così, nonostante l’interessantissimo ruolo di Project Manager per il neo acquisito brand Roberto Cavalli home che la Jumbo Group ha pronto per me, cedo alle lusinghe dell’architetto sloveno Stefan Scek che, nel 2012, mi affida interamente un progetto di interior molto importante sempre in terra Cecena.

E’ così che intraprendo la libera professione continuando di fatto, a fare quello che facevo per Jumbo Group, ma senza le costrizioni e/o facilitazioni del lavoro dipendente.

I lavori in Russia mi inducono a cercare un ufficio in Mosca su cui appoggiare la logistica delle trasferte sempre più frequenti. E così che nasce la collaborazione con Moderus Interior in cui ricopro, dal 2016, il ruolo di Senior Architect.

Con Moderus il mio campo di progettazione si amplia fino alla ristorazione (www.dolcecasa.ru) e agli spazi espositivi, (negozi, showroom) anche se la mia attività progettuale principale è sempre legata all’interior design residenziale di alto livello.

Essere libero professionista al giorno d’oggi, significa vivere giorno per giorno del proprio lavoro e comporta grandi responsabilità nei confronti dei clienti e della famiglia.

Grazie a questo però ho l’opportunità di lavorare con persone straordinarie che continuamente arricchiscono il mio bagaglio umano e professionale. Fra queste come non citare il gruppo BNI del Capitolo Alta Brianza di cui faccio fieramente parte da ormai 2 anni e di cui sono stato anche il primo Presidente.

BNI è un metodo americano strutturato di marketing referenziale. In soldoni è un modo per incrementare il proprio business grazie all’iscrizione ad un gruppo di imprenditori, artigiani e liberi professionisti che si ritrova settimanalmente (la mattina presto) per scambiarsi opportunità di lavoro attraverso il passaparola.

Oggi posso vantare un piccolo portfolio personale di progetti che rispecchia molto bene il mio modus operandi e cioè che: “in ogni lavoro, sia grande o piccolo, milionario o estremamente economico, quello che realmente importa è che il risultato finale deve sempre accontentare e soddisfare appieno le esigenze del cliente”.

Per me, che ho un baricentro clienti spostato all’estero per il 90%, il “progettato e fatto in Italia” è un marchio di fabbrica estremamente importante così come lo è per i mei clienti che mi scelgono ed esigono un servizio all’altezza delle aspettative.